{"id":9992,"date":"2014-04-24T10:06:11","date_gmt":"2014-04-24T08:06:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.festamaggiore.eu\/web\/?p=9992"},"modified":"2014-04-24T10:46:22","modified_gmt":"2014-04-24T08:46:22","slug":"la-cona-della-madonna-di-sovereto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.festamaggiore.eu\/web\/2014\/04\/24\/la-cona-della-madonna-di-sovereto\/","title":{"rendered":"La \u201ccona\u201d della Madonna di Sovereto."},"content":{"rendered":"<p><b>La \u201ccona\u201d della Madonna di Sovereto. <\/b><\/p>\n<p><b>Note a margine di una mostra<\/b><b><\/b><\/p>\n<p><i>\u00a0Francesco Di Palo<\/i><\/p>\n<p><b>Lo studio degli argenti liturgici, per la mostra in corso a Conversano <\/b><b><i>Potere e Liturgia. Argenti dell\u2019Et\u00e0 Barocca in Terra di Bari<\/i><\/b><b> (<\/b><b>Pinacoteca \u201cPaolo Finoglio\u201d &#8211; Castello Aragonese, dal 6 aprile al 30 giugno 2014)<\/b><b>, ha consentito l\u2019approfondimento critico di alcuni aspetti della storia e dell\u2019arte di Terlizzi, soprattutto del patrimonio di argenti custodito nelle sue chiese. Opere assai utili a<\/b><b> <\/b><b>delineare le vicende, non solo strettamente religiose, della vivace cittadina, che mostr\u00f2 per tutta l\u2019et\u00e0 moderna un protagonismo difficilmente spiegabile se non posto in relazione con la mobilit\u00e0 sociale ed economica. Tra gli argenti studiati la \u201ccona\u201d, o edicola, che racchiude e preserva quale preziosa reliquia, la venerata immagine della Patrona di Terlizzi, la Madonna di Sovereto.<\/b><\/p>\n<p>La ripresa settecentesca della devozione all\u2019immagine della Madonna e la necessit\u00e0 di estrinsecarla in forme pi\u00f9 solenni, ispir\u00f2 la realizzazione dell\u2019edicola d\u2019argento, o \u201cmacchina\u201d processionale, in sostituzione di quella pi\u00f9 antica, di legno dorato, in cui inserire la piccola tavola dipinta. La<i> \u201c<\/i>cona\u201d fu realizzata nel 1716 per voto popolare; nell\u2019occasione la gi\u00e0 piccola tavola della Madonna con Bambino, un\u2019<i>Hodeghitria<\/i> del XIII secolo, fu ulteriormente ridimensionata (cm. 45&#215;36,5) per consentirne l\u2019alloggio, evidentemente a causa dell\u2019imprecisione nella rilevazione delle misure.<\/p>\n<p>La base imita una leggera altura e allude al luogo di \u201cinvenzione\u201d, cio\u00e8 scoperta, dell\u2019icona che la leggenda colloca nell\u2019XI secolo e in localit\u00e0 <i>Sovero<\/i>. Tale circostanza \u00e8 sottolineata dalla scultura del pastore inginocchiato, vestito di pelli, e dalla pecora che fu il tramite con il divino. Alla stessa leggenda, ma con pi\u00f9 diretto riferimento al patronato sulla citt\u00e0, rinviano le figurine di tori.<\/p>\n<p>L\u2019alzata \u00e8 composta da numerose lamine d\u2019argento montate sul supporto ligneo la cui parte posteriore \u00e8 occultata, nel corso delle esposizioni pubbliche e delle processioni, dal sontuoso manto di seta azzurra. Sulla fascia sono raffigurati due pastori, il pi\u00f9 giovane indica la pecora con la zampa ben in vista conficcata nel pertugio. La parte centrale, sorretta dal cherubino, racchiude la piccola teca in cui \u00e8 collocata l\u2019icona mariana. Quest\u2019ultima risalta dal contesto grazie ad una cornice a T, resa pi\u00f9 preziosa dagli inserti di lapislazzulo. Tutt\u2019intorno si dispiega la decorazione con simboli eucaristici (grappoli d\u2019uva e spighe). In asse, entro la lunetta, \u00e8 collocata la microscultura a tuttotondo raffigurante lo Spirito Santo. Poco pi\u00f9 in alto quella di Dio Padre, resa con il simbolo dell\u2019occhio entro il triangolo equilatero: Eterno Padre, Spirito Santo e Figlio (il Bambino sul braccio della Madonna) compongono visivamente il mistero della Trinit\u00e0. Sulla trabeazione mistilinea, infine, si imposta il baldacchino a corona, mentre sulle volute esterne alla teca sono collocate due belle sculture di angioletti in atto di reggere cornucopie con fiori in lamina d\u2019argento.<\/p>\n<p>La base presenta un assemblaggio alquanto eterogeneo e posticcio: nel tempo, infatti, l\u2019edicola si \u00e8 arricchita di tutta una serie di piccoli oggetti votivi di dimensioni, cronologia, qualit\u00e0 differenti e non coerenti con l\u2019architettura e la qualit\u00e0 dell\u2019insieme.<\/p>\n<p>Sia la cona che la base presentano numerosi guasti, ammaccature e lacerazioni nel tempo risarcite con saldature grossolane; guasti per la maggior parte causati soprattutto per i frequenti spostamenti della cona che, in forza della complessa ritualit\u00e0 festiva, viene condotta in processione, nel corso dell\u2019anno, ben cinque volte.<\/p>\n<p>\u00c8 stato possibile risalire all\u2019autore della cona grazie alla presenza del punzone con le iniziali \u00ab\u2022A\u2022T\u2022\u00bb di Antonio Torrone, argentiere attivo a Napoli tra la fine del \u2018600 e i primi decenni del secolo successivo.<\/p>\n<p>A circoscrivere con precisione la datazione della \u201ccascia\u201d, \u00e8 presente anche il bollo camerale: consente di assegnare con precisione il manufatto al 1716, datazione confermata anche dal bollo di Nicola d\u2019Ajello che fu console dell\u2019arte nel 1716.<\/p>\n<p>[gdl_gallery title=&#8221;cona_madonna_sovereto&#8221; width=&#8221;130&#8243; height=&#8221;120&#8243;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La \u201ccona\u201d della Madonna di Sovereto. 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