Perché il 16 aprile i fedeli fanno a gara a chi arriva prima ai piedi della Vergine?

Conversazioni diurne copertinajpgE’ da ricordare l’episodio del paralitico alla piscina probatica (Gv 5,2-9). A Gerusalemme, presso la Porta delle pecore, vi era una vasca, sormontata da cinque portici.

Lì giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua perché ritenevano che un angelo, di tanto in tanto, scendesse nella vasca, mettendo l’acqua in movimento e il primo che vi si immergeva ad acqua mossa, veniva guarito.

C’era un uomo da trentotto anni infermo.

Gesù, vedutolo che giaceva, e sapendo che già da gran tempo stava così, gli disse: «Vuoi esser risanato?».

L’infermo gli rispose: «Signore, non ho nessuno che, quando l’acqua si muove, mi metta nella vasca, e finché arrivo io, un altro vi scende prima di me». Gesù gli dice: «Levati, prendi il tuo lettuccio, e cammina».

E all’istante l’uomo fu risanato; preso il suo lettucio, si mise a camminare.

Inoltre, nelle ricorrenze delle incoronazioni del re, questi era solito concedere qualche beneficio ai più solerti.

Da questa cultura, non proprio cristiana, si può comprendere il comportamento discutibile del correre verso l’icona il 16 aprile; ma le grazie di Maria sono senza limiti di ternpo, di persona e di luogo, giacché lei è sempre Madre e mediatrice di ogni grazia.

 

dal libro di don Michele Cipriani “Conversazioni diurne sotto il cielo di Sovereto”

https://www.festamaggiore.eu/web/2013/08/12/conversazioni-diurne-sotto-il-cielo-di-sovereto/

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